
Ho sempre vissuto in cam-
pagna, i miei sono contadini ma da ragazzina la vita di città coi suoi pub, i suoi centri commerciali, le sue discoteche, per dirla in breve con la sua modernità e la sua tecnologia, mi entusia-
smava e mi eccitava molto di più; nulla aveva a che fare con l'apparente monotonia ed il silenzio della campagna. Quest'ultima, tuttavia, pur presentando molteplici diversità dal vivere cittadino, rimane, per chi l'ha vissuta, o ha avuto il piacere di viverla qualche volta, un angolo di giardino fiorito tutto l'anno, denso dei suoi profumi, delle sue fragranze e dei suoi suoni.
Come dice Pascoli, per godere delle bellezze della natura, e di ciò che ci circonda, occorre guardare ad essa con occhi da bambino, solo così se ne assapora la vera essenza.
E' ciò che sto imparando a fare, riassaporare con vero piacere e riscoprire poco alla volta, la vita campestre dei miei antenati coi suoi lenti ritmi scanditi dal trascorrere delle stagioni ma decisamente gioiosi. Nella mia fanciullezza intrapresi questo cammino coi miei familiari, ora mi piacerebbe riprenderlo con voi per farvi provare la gioia e gustare, attraverso itinerari gastronomici e culturali al di fuori dei canoni tradizionali, il piacere e le emozioni che si nascondono dietro semplici gesti quotidiani di quella che è stata, e fortunatamente persiste ancor oggi, la cultura contadina marchigiana.
* Katia Calandra *